Cari giovani,
sono lieto di rivolgermi a voi con un messaggio in occasione del 36o
Festival dei giovani che, come ogni anno, vi riunisce a Medjugorje.
Venite da molti paesi del mondo: vi saluto cordialmente con il saluto
del Signore Risorto: «Pace a voi!».
In questi giorni avete riflettuto sul motto scelto per questo Festival:
“Andremo alla casa del Signore” (Sal 122,1). Questo versetto ci parla
del cammino, del desiderio che ci spinge verso Dio, verso la Sua dimora,
dove possiamo essere veramente a casa, perché il Suo amore ci attende.
Come possiamo andare verso la casa del Signore senza sbagliare
direzione? Gesù ci ha detto «Io sono la via» (Gv 14,6): Lui stesso ci
accompagna, ci guida, ci rafforza durante il nostro cammino. Il Suo
Spirito ci apre gli occhi e ci mostra ciò che da soli non potremmo
comprendere.
Nel cammino della vita non camminiamo mai da soli. Il nostro cammino si
intreccia sempre con quello di qualcun altro: siamo creati per
incontrarci, per camminare insieme e per scoprire una meta comune. Per
questo, condivido volentieri con voi il pensiero di sant’Agostino, che
non parla della casa del Signore come di una meta lontana, ma annuncia
la gioia di camminare insieme, come un popolo in pellegrinaggio:
«Andiamo, andiamo! Così parlano tra loro e, creando una fiamma l’uno per
l’altro, formano una sola fiamma. E questa unica fiamma, nata da colui
che parla, trasmette all’altro la fiamma di cui arde» (Sant’Aurelio
Agostino, Enarrationes in Psalmos, PL 37, p. 1619). Che
immagine meravigliosa! Nessuno cammina da solo: ci incoraggiamo a
vicenda, ci aiutiamo a vicenda. Le fiamme dei nostri cuori si uniscono e
diventano un’unica grande fiamma che illumina il cammino. Voi, cari
giovani, non siete pellegrini solitari. Questo cammino verso il Signore
si realizza insieme. Questa è la bellezza della fede vissuta nella
Chiesa.
Nei nostri incontri quotidiani, camminiamo insieme nel nostro
pellegrinaggio verso la casa del Signore. In questo senso, cari amici,
sapete bene che viviamo in un mondo sempre più digitale, dove
l'intelligenza artificiale e la tecnologia ci offrono innumerevoli
opportunità. Ricordatevi: nessun algoritmo può sostituire un abbraccio,
uno sguardo, un incontro vero, sia con Dio che con i nostri amici e la
nostra famiglia. Ricordate Maria: anche Lei intraprese un cammino
impegnativo per incontrare Sua cugina Elisabetta. Non fu facile, ma ci
riuscì e quell'incontro portò gioia: Giovanni Battista esultò nel grembo
di sua madre, riconoscendo nel grembo della Vergine Maria la presenza
viva del Signore. Perciò, seguendo l'esempio di Maria, vi incoraggio a
cercare incontri veri. Rallegratevi insieme e non abbiate paura di
piangere con chi piange, come ci dice San Paolo: «Rallegratevi con
quelli che sono nella gioia; piangete con quelli che sono nel pianto»
(Rm 12,15).
Siete venuti a Medjugorje da molte nazioni e forse vi sembra che la
lingua o la cultura siano una barriera per l'incontro: siate coraggiosi.
C'è un linguaggio più forte di qualsiasi ostacolo, ed è il linguaggio
della fede, nutrito dall'amore di Dio. Siete membra del Suo Corpo, che è
la Chiesa: incontratevi, conoscetevi, scambiatevi esperienze. Solo
così, camminando insieme, sostenendoci a vicenda, illuminandoci a
vicenda il cammino, raggiungeremo la casa del Signore. Che gioia sapere
di essere benvenuti nella casa del Padre, accolti dal Suo amore e sapere
che non dobbiamo camminare da soli, ma insieme!
Se qualcuno di voi, durante questo pellegrinaggio della vita, sentisse
la chiamata speciale alla vita consacrata o al sacerdozio, vi esorto a
non aver paura di rispondere. Questa chiamata, che sentite risuonare
dentro di voi, viene da Dio, parla ai nostri cuori. Ascoltatela con
fiducia: la parola del Signore, infatti, non solo ci rende veramente
liberi e felici, ma ci realizza autenticamente come persone e come
cristiani.
Cari giovani, mentre affido ciascuno di voi alla Beata Vergine Maria,
Madre di Cristo e Madre nostra, vi accompagno con la mia preghiera. La
Vergine Santissima vi incoraggi e vi guidi nel cammino della vita,
affinché diventiate messaggeri di pace e di speranza.
A tutti impartisco di cuore la mia Benedizione Apostolica.
Castel Gandolfo, 9 luglio 2025
Papa Leone XIV